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La pollina è un rischio per i terreni: Legambiente, CIA e CREA incontrano LIFE Chimera

La tutela del suolo investe anche il settore dell’avicoltura. Sì perchè dagli allevamenti avicoli, in forte espansione negli ultimi anni, arriva una minaccia da scongiurare per terreni agricoli, aria e acqua. Si chiama pollina, il letame dei polli, che viene prodotta in quantità troppo elevata per lo spandimento diretto nei campi. La pollina è ricca di molti elementi nutritivi, come l’azoto (N), il
fosforo (P), il potassio (K), ma contiene anche sostanze dannose (ormoni, antibiotici e metalli pesanti) che, se non trattate nel modo adeguato, possono essere causa di contaminazione dell’aria, del terreno e dell’acqua. Inoltre, l’azoto presente nella pollina si manifesta anche come ammoniaca (NH3) e ossidi di azoto (NOx), in particolare il protossido di azoto (N2O): l’emissione eccessiva di questi gas, dannosi per l’ambiente e per l’uomo, riduce i possibili benefici derivanti dall’applicazione nel terreno degli elementi nutritivi contenuti nella pollina.

Per contenere al minimo questi rischi il progetto europeo LIFE Chimera propone agli allevatori uno smaltimento sostenibile di questa sostanza attraverso una tecnologia innovativa: la diffusione di piccoli impianti, da installare nelle aziende agricole, capaci di trasformare lo scarto in fertilizzante attraverso un processo di combustione.

Lo scorso 3 novembre, nell’ambito delle attività di networking del progetto Soil4Life, i referenti di Legambiente, CIA e CREA hanno avuto un incontro da remoto con i referenti del progetto LIFE Chimera. Un appuntamento, in modalità online, che ha offerto interessanti spunti di possibili sinergie tra i due progetti che, in diverso modo, intendono contribuire al recupero della matrice organica nei suoli.